LA CREMAZIONE - ONORANZE FUNEBRI BOSCAIA

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LA CREMAZIONE

Cos'è la  Cremazione?
Consiste nell’incenerire il feretro, contenente la salma, presso  idonea struttura dotata di forno crematorio, situata all’interno di un cimitero.  Le ceneri, raccolte e sigillate nelle urne cinerarie, possono essere conservate  in cimitero, oppure, a cura dei familiari, presso la propria abitazione.
La cremazione è la pratica più igienica ed ecologica, che permette  di ridurre considerevolmente gli spazi cimiteriali e le spiacevoli incombenze  delle esumazioni dei resti mortali. E’ una scelta di civiltà ed un'espressione  di progresso e libertà personale.

QUANDO E COME

La scelta della cremazione deve essere fatta in vita con una delle seguenti modalità:
  • mediante testamento con atto notarile;
  • redigendo un testamento olografo (volontà di cremazione espressa con documento scritto, firmato e con data certa) che verrà consegnato ad un notaio o ad un parente o ad una persona amica. Dopo il decesso, per poter essere valido, tale testamento dovrà venir pubblicato da un notaio;
  • oppure, molto più semplicemente, e con totale sicurezza cha la volontà del defunto venga rispettata, mediante l'iscrizione ad una Associazione di Cremazione (SO.CREM). Questa iscrizione costituisce, ai sensi di legge, prova della volontà di cremazione senza la necessità del notaio o di presentazione da parte dei familiari di un'istanza al Comune.
LA STORIA

Un rito antico e moderno
La cremazione è un rito adottato in ogni epoca da più popoli in varie parti del mondo, tra cui le antiche civiltà mediterranee: Greci, Etruschi e Romani che praticarono, in momenti diversi della loro storia, sia la cremazione che l'inumazione.
Riguardo al cristianesimo, non ci sono argomenti di fede che contrastino con la cremazione. I primi cristiani venivano seppelliti o cremati secondo le loro preferenze o le usanze del paese ove dimoravano. A Roma, infatti, sono state rinvenute nelle catacombe urne cinerarie cristiane dell'epoca. Resta il fatto che il Cristianesimo nascente, pervaso da un senso di umiltà e di uguaglianza, non adottò nei riti funebri lo sfarzo usato per i roghi, evitando la distinzione tra ricchi e poveri, così che l'economia dei funerali fu un fattore determinante nella preferenza accordata all'inumazione.
Intorno al IX secolo la Chiesa scelse di interdire la cremazione per contrapporsi alle usanze pagane ancora sopravvissute. 
Solo alla fine del '700, durante la Rivoluzione Francese, si registra – per la prima volta in Occidente dopo molti secoli – il desiderio di riaprire il dibattito sulla legittimazione e l'introduzione della cremazione in nome della libertà di coscienza.
Ma fu soprattutto nella seconda metà dell'ottocento, con la rivoluzione industriale e l'urbanesimo, che questa pratica venne riproposta in Occidente, presentandosi anche come soluzione del problema dell'insufficienza dei cimiteri tradizionali. Oggi la cremazione è una scelta libera e razionale, che risponde alla duplice necessità di salvaguardare la dignità del defunto e il dolore dei parenti, evitando l'impietoso disfacimento del corpo, e di tutelare le esigenze igieniche e ambientali delle società contemporanee. Oltre a rappresentare una efficace soluzione ai problemi territoriali, ecologici ed urbanistici, la scelta della cremazione sottolinea il diritto di ogni cittadino a decidere liberamente, con razionalità e nel pieno rispetto dei sentimenti e dei convincimenti esistenziali e religiosi, la destinazione finale del proprio corpo, esprimendo e trasmettendo così ai propri cari i suoi principi sulla vita e sulla morte.
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